Panoramica del Progetto ALGAEN
Una filiera circolare che trasforma microalghe e scarti in biocarburanti e bioprodotti.
La mobilità pesante è oggi uno dei settori più difficili da decarbonizzare e l'elettrificazione è oggi di difficile integrazione. Per superare i limiti dell’elettrificazione in questo ambito, è necessario sviluppare carburanti rinnovabili capaci di ridurre le emissioni senza entrare in competizione con la filiera alimentare.
Il progetto ALGAEN risponde a questa sfida sviluppando un’intera filiera basata sulle microalghe, una fonte di biomassa in grado di crescere utilizzando scarti e reflui, senza richiedere terreni agricoli destinati alla produzione alimentare.
Il cuore del sistema è costituito da:
Fotobioreattori
Un impianto di fotobioreattori di nuova progettazione, che coltiva microalghe su acque reflue industriali, al fine di ottenere una biomassa ricca in lipidi
Estrazione SCCO₂
Un modulo innovativo di estrazione dei lipidi con CO₂ supercritica (SCCO₂), che integra in un unico dispositivo microfluidico produzione, estrazione e riciclo della CO₂
Dark Fermentation
Un processo di dark fermentation che converte la biomassa algale esausta in bioidrogeno ad alta resa
Valorizzazione a Cascata
Una filiera di valorizzazione a cascata di glicerolo e reflui di coltivazione in bioprodotti ad alto valore come l'acido crotonico.
ALGAEN rappresenta un esempio concreto di economia circolare industriale, in cui ogni sottoprodotto viene trasformato in risorsa anziché in scarto.
Il progetto adotta inoltre un approccio di filiera completa: il biodiesel e il bioidrogeno prodotti vengono testati direttamente su motori mono cilindro ottici e motori ‘heavy-duty’ per validarne le prestazioni reali in termini di combustione, efficienza ed emissioni.
Impatto
Decarbonizzazione
favorisce la decarbonizzazione energetica e l'indipendenza energetica dei territori, in particolare nei settori dove l'elettrificazione è meno praticabile, p.e. nel trasporto pesante.
Economia circolare
grazie a un approccio di filiera trasversale, ogni flusso secondario — reflui, glicerolo, biomassa esausta — viene trasformato in nuova risorsa, azzerando gli scarti del processo.
Efficienza delle risorse
il fotobioreattore punta a un aumento della produttività di biomassa rispetto allo stato dell'arte e a una riduzione dei consumi energetici; il modulo SCCO₂ punta a un miglioramento dell'efficienza energetica rispetto ai sistemi convenzionali.
Riduzione degli impatti ambientali
l'alimentazione con scarti porta a un impatto potenzialmente positivo.
Benefici economici e sociali
la collocazione modulare e distribuita degli impianti presso i siti produttivi riduce i costi logistici e crea nuova occupazione specializzata in ingegneria, biotecnologia e servizi ambientali.
Il Flusso Integrato del Progetto
1) Coltivazione delle Microalghe
Chlorella sorokiniana
Impianto di fotobioreattori da 500 L
Coltivazione su scarti industriali
Biomassa ricca in LIPIDI
2) Estrazione dei LIPIDI
Sistema microfluidico di SCCO₂
I lipidi vengono estratti e convertiti in biodiesel
3) Valorizzazione biologica degli scarti residui
4) Test su Motori
Strategie di combustione più efficienti e sostenibili
Biodiesel e bioH₂ vengono testati su motori
Modelli 0D e 3D-CFD
Work Packages
La produzione sostenibile di biodiesel da microalghe rappresenta il primo passo verso una filiera algale efficiente e competitiva. L’obiettivo è superare le principali limitazioni dei sistemi convenzionali, migliorando l’efficienza del processo, riducendo il consumo di risorse e ponendo le basi per una futura industrializzazione della tecnologia. A tal proposito, il WP1 sviluppa una piattaforma tecnologica integrata per la produzione e valorizzazione sostenibile delle microalghe, combinando soluzioni ingegneristiche avanzate per la coltivazione e l’estrazione dei lipidi.
Bittor Labs è responsabile della progettazione e della messa in esercizio dell’impianto di fotobioreattori da 500L, il cui design è finalizzato a migliorare la miscelazione di nutrienti, la dissoluzione della CO₂ e la dispersione delle microalghe, massimizzando la resa in biomassa ad alto contenuto lipidico. Inoltre, l’obiettivo è portare l’impianto dimostrativo fino a un livello di maturità tecnologica TRL 7.
Microchannel Devices (MCD) sviluppa invece il modulo innovativo per l’estrazione dei lipidi mediante CO₂ supercritica (SCCO₂). La soluzione microfluidica integra estrazione, separazione e riciclo della CO₂ in un sistema compatto e modulare, progettato per operare in continuo, ridurre l’impiego di solventi e migliorare l’efficienza estrattiva. MCD ne cura la progettazione, realizzazione e validazione fino al TRL 6-7.
L’ottimizzazione integrata delle fasi di coltivazione ed estrazione consente così di affrontare due dei principali fattori limitanti per la competitività del biodiesel da microalghe, contribuendo a ridurre i costi e a migliorare la sostenibilità complessiva del processo.
Validare l’intera filiera di produzione del biodiesel da microalghe rappresenta il passaggio fondamentale per dimostrare la fattibilità e la scalabilità della tecnologia sviluppata.
Il WP2 porta il processo a TRL 7, integrando la coltivazione delle microalghe su scarti liquidi industriali, la raccolta della biomassa, l’estrazione dei lipidi e la successiva produzione di biodiesel, in condizioni operative progressivamente più vicine a quelle industriali.
Bittor Labs è responsabile della caratterizzazione chimica e dell’impiego degli scarti liquidi provenienti dalla filiera lattiero-casearia e dalla digestione anaerobica, nonché della validazione del sistema di fotobioreattori. L’obiettivo è dimostrare la capacità dell’impianto di utilizzare reflui reali come fonte di nutrienti, favorendone il recupero e garantendo una produzione stabile di biomassa algale ad alto contenuto lipidico.
IIT è invece responsabile dello sviluppo di un protocollo di coltivazione delle microalghe sugli scarti industriali selezionati, definendo e ottimizzando le condizioni operative e monitorando i principali parametri chimico-fisici e biologici, con l’obiettivo di valutare le prestazioni e la stabilità del processo.
Microchannel Devices (MCD) valida il modulo di estrazione dei lipidi mediante CO₂ supercritica (SCCO₂) e completa la filiera attraverso la produzione e caratterizzazione del biodiesel ottenuto.
Valorizzare i sottoprodotti della produzione di biodiesel è il passo successivo verso una bioraffineria algale realmente circolare. Il WP3 sviluppa soluzioni per trasformare i residui della filiera in nuovi prodotti a elevato valore aggiunto, con particolare attenzione alla produzione di bioidrogeno e acido crotonico. IIT studia la valorizzazione della biomassa algale esausta attraverso processi di dark fermentation, ottimizzando le condizioni operative per massimizzare la produzione di bioidrogeno e validando il processo in continuo. Parallelamente, glicerolo di scarto dalla produzione del biodiesel, e acque reflue del fotobioreattore vengono valorizzati attraverso un processo biotecnologico basato sulla produzione di molecole per applicazioni nell’industria chimica. Il percorso si completa con un’analisi tecno-economica e ambientale dell’intera piattaforma, attraverso TEA e LCA, per valutarne la fattibilità, la sostenibilità e i potenziali benefici rispetto a scenari convenzionali. Il WP3 contribuisce così a trasformare gli scarti della produzione di biodiesel in nuove risorse, massimizzando il recupero di materia ed energia e rafforzando la sostenibilità complessiva della bioraffineria algale.
Produrre biocarburanti dalle microalghe è solo il primo passo. Il WP4 porta biodiesel e bioidrogeno verso la loro applicazione nei sistemi motore, verificandone prestazioni, efficienza ed emissioni. Il Politecnico di Torino studia il comportamento dei biocarburanti nei processi di iniezione e combustione, attraverso sperimentazione e modellazione, individuando le condizioni di funzionamento più efficienti. Il biodiesel algale viene inoltre testato su motori diesel di grande cilindrata. Parallelamente, FPT Industrial studia l’impiego del bioidrogeno nei motori a combustione, affrontando le criticità legate alla combustione anomala e sviluppando strategie di controllo per migliorare efficienza e affidabilità. Il percorso si completa con una valutazione della sostenibilità ambientale delle soluzioni sviluppate, confrontando biodiesel algale e bioidrogeno con il gasolio convenzionale lungo l’intero ciclo di vita.
Il WP5 è responsabile della visibilità del progetto ALGAEN e della condivisione dei suoi risultati con partner, istituzioni e comunità scientifica. Il fulcro dell'attività è la realizzazione di un sito web aggiornato con notizie sull'avanzamento tecnico, foto di laboratorio e video dimostrativi dei prototipi. A questo si affiancano la diffusione di contenuti sui canali social dei partner, la partecipazione a conferenze ed eventi e la pubblicazione di articoli scientifici e divulgativi (NEWS). Il WP5 è coordinato da IIT e si sviluppa lungo l'intera durata del progetto.